Begin?

Inizio un po’ in sordina per il ciclo di lezioni universitarie all’università del Central Lancashire, almeno per me, studentessa erasmus di giornalismo. Oggi doveva essere il primo giorno: preparo la mia borsa, un quaderno per prendere appunti, il Learning Agreement in una busta, una penna e qualche altro oggetto personale e sono pronta per la mia prima lezione, pronta a districarmi fra workshop, lessons e tutte le differenze fra l’università di Messina e una delle più grandi università dell’Inghilterra. La lezione dovrebbe essere alla Media Factory, un edificio ancora in costruzione dell’Uclan. Esteticamente è il più bello, e si differenzia degli altri per non essere composto  da quei caratteristici mattoncini rossi che invece si vedono da tutti gli edifici della città. La Media Factory è un edificio a vetri, bilanciato da parti in muratura dipinte in verde, grigio e bianco. All’entrata quadri di ballerine e primi piani ci fanno capire che quello è l’edificio per gli artisti, dove fotografi, ballerini, attori e professionisti dello schermo,  radio e internet sono lì per svolgere tutta la parte pratica del loro studio. Il pensiero mi va subito ai nostri poveri studenti del Dams, costretti a subire ore e ore di teoria su materie delle quali non solo non hanno mai sentito parlare, ma delle quale (considerando sempre che tutto è  cultura è tutto serve) farebbero anche a meno. In realtà non ho mai capito con quale intenzione una persona che vuole lavorare nel mondo dello spettacolo si iscriva al dams, o meglio, al dams di qualche università con un corso non proprio eccellente come quella, mio malgrado, da cui provengo. é solo teoria, buona, forse, per fare il critico d’arte o qualcosa di simile. La pratica, forse la troverai in qualche accademia non appena avrai la fortuna e i soldi per entrarci dentro. Invece qui vedo ragazze sedute per terra con body e calzettoni, i capelli raccolti in chignon e le bottigliette d’acqua in mano, probabilmente in pausa fra la sbarra e le prove per qualche balletto. Sicuramente dopo la pratica mattutina avranno qualche lezione teorica nel pomeriggio: esattamente come dovrebbe essere, con l’università  che te lo permette. Ancora mi colpisce una stanzetta piccola piena di accessori per il montaggio e la fotografia: macchine fotografiche, cavalletti, obiettivi di varie dimensioni, microfoni, telecamere e oggetti vari di cui non so nemmeno il nome. Tutto l’occorrente per un corso di fotografia o per cameraman, ma anche per giornalisti che imparano a fare da soli e ad usare programmi di montaggio o ripresa, come il mercato, già da qualche tempo impone. La media factory è una successione di stanze enormi e teatri, aule per i seminari e ragazzi in tuta, ma oggi non è il nostro turno. Come avevo immaginato i workshop devono ancora iniziare, così rimandiamo tutto alla lezione teorica di venerdi. All’una ci aspetta il workshop di multimedia journalism: ancora una volta ci perdiamo in un edificio enorme, pieno di stanze e volti sempre diversi. L’aula che ci indicano è uno stanzone pieno di computer, dove i ragazzi già arrivati siedono e chiacchierano fra di loro, oltre a disporre di accesso web gratuito garantito dal possesso della card dell’università. Un quarto d’ora di attesa e si sa già che la lezione è spostata alla settimana prossima, probabilmente assieme alla teorica del pomeriggio. Sono ancora le tre, abbiamo il tempo di andare a verificare più tardi la situazione, ma ancora una volta mi sa che si tratta di una falsa partenza. Certo, se penso che a Messina i miei colleghi dovevano iniziare ieri e invece non hanno ancora la più pallida idea di quando sarà la prima lezione, sommersi fra scioperi di ricercatori e proteste per la Gelmini… mi godo quest’attimo di sospensione in un universo che sembra parallelo, tant’è diverso da quello che finora ho conosciuto..

Begin?ultima modifica: 2010-09-21T15:56:00+02:00da sweet.darkness
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